Trauma infantile e Disturbo Ossessivo Compulsivo

Il trauma infantile

L’Organizzazione Mondiale Della Sanità (OMS) definisce il trauma infantile come un insieme di esperienze avverse esperite prima del compimento dei 18 anni.

Comprende molteplici forme di maltrattamento, come:

  • l’abuso fisico, emotivo e/o sessuale;
  • il neglect, cioè la trascuratezza sia fisica che emotiva;
  • lo sfruttamento o altre forme di potenziale minaccia alla sopravvivenza e/o alla dignità individuale della persona;
  • l’essere spettatore di abusi su persone vicine.

È stato stimato come più di 300 milioni di bambini tra i due e i quattro anni subiscano percosse, punizioni fisiche o abusi psicologici da parte di adulti e 6 bambini su 10 nel mondo siano sottoposti a regolari violenze proprio nelle mura domestiche.

Inoltre, 1 donna adulta su 5 e 1 uomo ogni 7 afferma di aver subito abusi sessuali in età evolutiva. Ogni anno più di 40mila minori vengono uccisi a causa di maltrattamenti, che spesso vengono riferiti come incidenti.

Queste cifre sono, secondo l’OMS, da considerarsi sottostimate, soprattutto nei Paesi in guerra o nelle popolazioni di rifugiati.

Le conseguenze psicologiche

Eventi traumatici durante l’infanzia possono causare gravi conseguenze a breve e a lungo termine, come danni alla salute fisica o psicologica e anche problematiche evolutive dovute a cambiamenti strutturali del cervello (OMS, 2020).

Infatti, i bambini vittime di maltrattamenti spesso mostrano importanti modifiche nella modalità di elaborazione delle informazioni sociali e tendono a focalizzarsi su stimoli paurosi.

Inoltre, di solito mostrano un’elevata reattività emotiva, una minore consapevolezza in termini di emozioni e difficoltà nella regolazione affettiva (McLaughlin et al., 2020).

Trauma e psicopatologia

Sempre secondo le stime dell’OMS, sul piano della salute mentale, tra le vittime di abusi infantili si rilevano frequenti reazioni da stress post traumatico, ansia e depressione e un maggior rischio di sviluppare futuri comportamenti di utilizzo di sostanze come alcol e droghe.

Inoltre i bambini che hanno subito traumi precoci di questo tipo hanno una maggiore probabilità di manifestare comportamenti sessuali a rischio in adolescenza o in età adulta oppure di future ri-vittimizzazioni così come un’aumentata frequenta di perpetuare le violenze su altri in futuro.

In linea con quanto detto, studi dimostrano una significativa predisposizione, tra coloro che hanno subito abusi ripetuti e precoci, a sviluppare un’ampia gamma di manifestazioni psicopatologiche in età adulta (Anda et al., 2006; Khosravani, V. et al., 2019).

Per esempio, il Disturbo da Stress Post Traumatico (Widom, 1999), disturbi psicotici e schizofrenia (McGrath et al., 2017; Larsson et al., 2013), dipendenze (Zarse et al., 2019), ansia e depressione (Huh et al., 2017) e Disturbo Ossessivo Compulsivo (Edwards et al., 2003; Barzilay et al., 2019).

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) è un disturbo psicopatologico che affligge tra l’1 ed il 3 % della popolazione mondiale (Ruscio et al., 2010) e con una maggiore frequenza nelle donne rispetto agli uomini (Bogetto et al., 1999; Faucett et al., 2020; Fineberg et al., 2013).

Il DOC è caratterizzato da ossessioni, ossia pensieri, impulsi, immagini mentali indesiderati, intrusivi e capaci di indurre disagio o ansia. A queste conseguono le compulsioni, ovvero comportamenti frequenti e/o ritualizzati che la persona si sente obbligata a mettere in atto per contrastare il disagio connesso alle ossessioni (APA, 2013).

A causa della ripetitività e persistenza di ossessioni e compulsioni, i sintomi del disturbo arrivano ad occupare molto tempo nella quotidianità della persona, compromettendone la qualità di vita e/o generando una marcata sofferenza (APA, 2013).

Infatti, esistono evidenze a supporto del fatto che il DOC costituisca una delle 10 condizioni psichiatriche più invalidanti esistenti (Veale and Roberts, 2014) e che esso si associ ad una maggiore prevalenza di comorbilità psichiatriche (Lochner et al., 2014).

Eziologia del DOC

Oggi sappiamo che esiste un’ampia mole di fattori genetici, neurobiologici, psicologici e sociali coinvolti nell’eziologia del Disturbo ossessivo-compulsivo e che esso può svilupparsi secondo diversi pattern eziopatogenetici (Calamari &Dams, 2023).

Il trauma, ed in particolare i traumi ripetuti in infanzia, risultano essere fattori significativamente correlati ai sintomi ossessivo-compulsivi in età adulta (Barzilay et al., 2019; Mattews et al., 2007) e tale correlazione è maggiore anche rispetto a gruppi di controllo composti da soggetti non clinici (Lochner et al., 2002; Caspi et al., 2008).

Trauma infantile e DOC

All’interno della ricerca sul ruolo del trauma infantile nel DOC, troviamo una serie di studi che mostrano quanto esso abbia un impatto non solo sullo sviluppo dei sintomi ossessivo compulsivi, ma anche sui diversi pattern clinici che possono caratterizzare questo disturbo (Demirci, 2016; Barzilay et al., 2019).

Ad esempio, l’esposizione a abusi in infanzia si associa ad una maggiore gravità dei sintomi (Mathews et al., 2008; Briggs and Price, 2009), ad un maggiore impatto del DOC sul funzionamento e la qualità di vita (Cloitre et al., 2001; Drapeau and Perry, 2004; Kessl er et al., 2010) e ad una peggiore prognosi (Kessler et al., 1997; Enns and Cox, 2005; Green et al., 2010; Fineberg et al., 2019; Kempke et al., 2013).

Ciò che ancora resta non chiaro è se esista una specifica correlazione tra trauma infantile e determinate sotto-dimensioni sintomatologiche del DOC. Alcuni autori, ad esempio Miller e Brock (2017), evidenziano una specifica associazione tra trauma infantile e compulsioni, piuttosto che ossessioni.

Più recentemente, altri studi hanno evidenziato un’elevata correlazione tra traumi in infanzia e sintomi ossessivo compulsivi associati alla contaminazione mentale (Akdak e coll., 2026; Corkish e Yap, 2024).

Altri autori, al contrario, si sono concentrati sulle specifiche caratteristiche del trauma. Il rischio di sviluppare sintomi ossessivo compulsivi in età adulta nei soggetti con passati abusi infantili aumenta ulteriormente se l’esposizione al trauma è stata multipla e/o prolungata nel tempo, a confronto con un singolo evento traumatico (Park et al., 2014).

Quali traumi in particolare si associano al DOC?

Alcune più recenti review della letteratura si sono focalizzate sul quesito relativo al ruolo di specifiche tipologie di trauma infantile nello sviluppo di sintomi ossessivo-compulsivi in età adulta (Destree et al., 2021; Baldini at al., 2025).

Dai risultati emerge che, tra gli eventi traumatici in infanzia sono soprattutto gli episodi di abuso emozionale e di neglect, quelli che sembrano contribuire alla gravità dei sintomi DOC e alla cronicità. Inoltre, una storia traumatica precoce (con più episodi ripetuti nel tempo) si associa ad una minore risposta al trattamento.

In conclusione, tra i fattori eziologici che conosciamo per il Disturbo Ossessivo Compulsivo, la presenza di precoci traumi infantili gioca un ruolo importante nel determinare la traiettoria del quadro sintomatologico, la gravità e la peggiore risposta al trattamento.

Si conferma quindi l’importanza del porre attenzione, già nelle prime fasi della presa in carico, a queste variabili individuali della storia personale del paziente. Ciò può aiutare il clinico a mettere in campo strategie mirate al trattamento del trauma che possono essere integrate nei già efficaci protocolli cognitivo-comportamentali standardizzati per il trattamento del DOC.

Bibliografia

  • American Psychiatric Association [APA] (Ed.). (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed.).
  • Akdag, E.M.,  Usta, H.B.A.,  Diker, A.(2026). Mental Contamination in Obsessive-Compulsive Disorder: Associations With Childhood Trauma, Alexithymia, and Clinical Symptomatology. Psychiatry Investig. Mar 13;23(4):451–459. doi: 10.30773/pi.2025.0391
  • Anda, R. F., Felitti, V. J., Bremner, J. D., Walker, J. D., Whitfield, C., Perry, B. D., Giles, W. H. (2006). The enduring effects of abuse and related adverse experiences in childhood. European Archives of Psychiatry and Clinical Neuroscience, 256(3), 174–186.
  • Baldini, V., Gnazzo, M., Varallo, G., De Ronchi, D., Fiorillo, A. (2025). Exploring the impact of childhood trauma on obsessive-compulsive disorder: a systematic review focused on adult populations. Int J Soc Psychiatry;71:1004-1013.
  • Corkish, B., Yap, K. (2024).Does mental contamination mediate the association between childhood trauma and obsessive-compulsive symptoms in adults? Child Abuse Negl;152:106789.
  • Destrée, L., Brierley, M.E., Albertella, L., Jobson, L., Fontenelle, L. F. (2021). The effect of childhood trauma on the severity of obsessive-compulsivesymptoms: a systematic review. J Psychiatr Res;142:345-360.
  • Khosravani, V., Kamali, Z., Jamaati Ardakani, R., & Samimi Ardestani, M. (2017). The relation of childhood trauma to suicide ideation in patients suffering from obsessive-compulsive disorder with lifetime suicide attempts. Psychiatry Research, 255, 139–145.
  • Khosravani, V., Samimi Ardestani, S. M., Sharifi Bastan, F., Mohammadzadeh, A., & Amirinezhad, A. (2019). Childhood maltreatment, cognitive emotion regulation strategies, and alcohol craving and dependence in alcohol-dependent males: Direct and indirect pathways. Child Abuse & Neglect, 98, Article 104197.
  • World Health Organization (2020, June 8th). Child maltreatment [online]. https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/child-maltreatment
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